
Al Teatro Concordia di San Benedetto del Tronto, il giornalista di RaiUno Pino Scaccia ha ritirato il ‘Premio Reporter’ assegnato nell’ambito della XV Rassegna del Documentario Premio Libero Bizzarri. Il reporter è stato premiato con un’opera scultorea dell’artista ascolano Vittorio Amadio per l’esemplare servizio reso al mondo dell’informazione durante una serata cominciata con un omaggio a Cesare Pavese, per il centenario dalla nascita.

La lettura di "Verrà la morte e avrà i tuoi occhi”, questa la poesia magistralmente declamata dall’attore e regista Piergiorgio Cinì e accompagnata dalla melanconica fisarmonica del maestro Sergio Napoletani, scava nell’animo di un uomo davanti alla visione drammatica e disperata di se stesso.
Un uomo solo con il proprio destino armato unicamente di una provvidenziale paura. Una paura che al reporter Pino Scaccia, sempre in prima linea nelle situazioni di conflitto - come in Iraq o di recente in Georgia -, ha spesso salvato la vita.
Pino Scaccia, introdotto da Massimo Consorti, ha voluto dedicare la serata di cui era protagonista e il suo premio ai colleghi che hanno avuto la sfortuna di perdere la vita nel nome del lavoro, del reportage, della documentazione. Morire per raccontare realtà e situazioni a noi sconosciute, verità scomode che costano la pelle. "A rischio della vita", questo il reportage mostrato ieri sera al Teatro Concordia e realizzato da Scaccia dopo la morte del suo collega e amico Enzo Baldoni, caduto a Najaf in Iraq nel 2004.
Scaccia ha spiegato così al pubblico il segreto della sua sopravvivenza : “Quando sei terrorizzato perché una bomba è esplosa a qualche metro da te, o quando vorresti restare in un luogo altamente pericoloso solo perché sei sicuro di poter capire qualcosa di più su quello che sta succedendo, devi avere la dose di autocontrollo utile a salvarti la pelle. La paura poi, in certi casi, resta l’unica precauzione da adottare.”

Alcuni dati nel reportage hanno fatto accapponare la pelle, hanno reso chiara l’idea che nonostante tutto “in questa società in cui – come ha proseguito Pino Scaccia – l’informazione è ormai omologata e solitamente controllata, c’è chi ancora è disposto a tutto purché tutti conoscano la realtà degli uomini e del mondo contemporaneo”. Sono 51 i reporter uccisi dall’inizio dell’anno, e ben 1500 negli ultimi 15 anni.